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Dio c'è e Allah pure

paradiso

Cari uomini.

Qui in cielo siamo tutti perplessi. L'altro giorno io, Gesù, stavo al Buddha Bar e parlavo con il mio amico Shakyamuni detto il Buddha, appunto. Ci siamo fatti un bicchierino perché eravamo depressi. È arrivato anche Allah e si è sbronzato dopo aver esposto la situazione attuale.

Obama nell'alto dei cieli? Merkel l'unta della Civiltà? Netanyahu vittima di un gruppo di barbari che rivuole indietro la terra? Ma lì in Palestina c'era Davide, qualche millennio fa, e davvero Dio quella terra gliel'aveva promessa a Mosé e al suo popolo... E però ci sono nato pure io, Gesù: forse per gli ebrei sono il figlio adottivo di Dio, visto che non mi "riconoscono" e ancora aspettano quello con il suo stesso gruppo sangui­gno. Guarda un po', quella terra è santa anche per i palestinesi, se non altro perché lì c'avevano casa. I preferiti di Allah contro gli eletti di Dio, che bor­dello. A complicare la faccenda lì ci sono pure i cri­stiani, figli di un Cristo che non siamo sicuri che sia il figlio di Dio perché per il vero popolo dell'al­leanza con Dio il vero figlio è ancora installato nei cieli.

Mi sa che se continuate così rimarrete tutti orfani. Io ho contribuito a fare casino sulle già cer­vellotiche Scritture: mannaggia a me, sono stato troppo loquace e forse era meglio non predicare per non confondervi ulteriormente. Cattolici evangelisti testimoni di Geova (ma sarebbe più opportuno testi­moniare Genova, con il G8 e quel che è successo) protestanti protestati etc... Più che la Terra promes­sa, c'è la Terra Presunta, New York non è più la Grande Mela ma la Grande Pera, piena di tossine all'antrace. Chi in Chiesa beve il Vino e chi se tocca l'alcol è impuro. Manco su una san(t)a bevuta si va d'accordo. Tutti contro tutti in una bagarre mondia­le. Abbiamo discusso tutti e tre, io Buddha e Mao­metto intorno alle nostre birre, ci sentivamo un po' in colpa. Poi però ci siamo ripresi: non è colpa nostra, è colpa vostra.

Abbiamo confuso le acque apposta per farvi capire meglio che siete della stes­sa pasta e invece voi... Ma insomma, come cazzo vi viene in mente, fratelli, di fare nuove guerre in nostro nome? Ma ancora non avete capito che qui c'è una sola eternità? Che siamo uno ma tanti, esat­tamente come voi? Dopo la morte, quando bussate alle porte del cielo discutendo con gli altri, in fila in sala d'attesa, ancora vi accapigliate sulla scommes­sa di fede che avete fatto sulla terra, e ci dispiace tanto accogliervi uno per volta con uno scherzetto che, per dirla con Gurdjeff, deve provocarvi quello "shock addizionale" per scuotervi e farvi finalmen­te intuire la Verità. Ma dobbiamo farlo visto che siete ancora piuttosto storditi laggiù. Così siamo costretti a presentarci di fronte al trapassato che pensa di aver scelto la fede "vera", e con le vesti "sbagliate" e il dito puntato lo rimproveriamo. L'al­tro giorno ad esempio sono apparso a un buddhista appena defunto che gongolava dopo una discussio­ne con un protestante, pensando di aver svoltato.

Ebbene mi sono presentato e gli ho detto: "Ah sì, eh? Pensavi davvero di trovare il tuo bel Nirvana con il codazzo di bodhisattva e i fiori di loto? E invece sei stato fregato! Qui ci sono io con i miei santi e i miei angeli. Spiacente, amico, hai perso al Lotto del Paradiso, hai giocato la fede sbagliata". Quello si mette a piangere aspettando di cuocere nelle fiamme del peccato, poi appariamo tutti insie­me, io, Buddha, Dio (il mio "babbino") e lo Spirito Santo, e ancora Shiva, Ganesh, Allah e Maometto, la Madonna e la signora Kalì, gli spiriti guida degli sciamani e i guardiani dei tibetani... insomma, un mucchio di gente. E in coro diciamo: Resta di stuc­co, è un Barbatrucco!, ma poi, prima del vostro col­lasso, ci fondiamo in una sola luce, che poi è anche la vostra. Sempre che abbiate pagato la bolletta... Scusate, ma anche a noi piace scherzare. Comunque siamo dotati di un pronto soccorso per quelli che cadono in stato catatonico perché non reggono la notizia. È che siete così ridicoli, fratellini, pregate con libretti diversi, differenti liturgie, ingabbiati in quella Babele di invocazioni che serve solo a farvi capire di andare oltre. E oltre voi ci andate, ma in direzione del baratro.

Ma insomma pensate davve­ro che ci sia una gara per gli appalti in paradiso determinata dalla "giusta" fede? Dalla cultura elet­ta a guidare l'uomo in paradiso? Ma mica siamo razzisti, quassù, non c'è un Occidente o un Oriente più evoluto, ci siete solo voi con le vostre immon­dizie dettate dal vostro gusto per la supremazia. E dire che vi abbiamo sempre mandato molti messag­gi, adattati secondo i vostri tempi e le vostre cultu­re, ma non avete capito una minchia. E ora fate una nuova guerra in nome di un nome che ha un solo nome. E forse, ora che ci penso, non c'è neanche un nome quassù. C'è, punto. Ci avete davvero stufato. Ve lo dico, ve lo diciamo, quando venite quassù convinti del vostro relativismo assoluto, ci siamo noi ad accogliervi e... voilà: Resta di stucco, è un Barbatrucco!