Da un’intervista di Bill Moyers a Joseph Campbell:

 

B.M. – É certamente vero che, nella vita, l’inferno più grande che si può conoscere è quello della separazione dall’amato. Ecco perché ci piace il mito persiano. Satana è l’amante di Dio.

J.C. – Ed è stato separato da Dio, fatto che costituisce il grande dolore di Satana.

B.M. – C’è un’altra storia persiana sui primi genitori.

J.C. – Ed è molto bella, davvero. All’inzio essi erano una sola cosa e crescevano come una pianta. Ma poi si separarono e divennero due, e misero al mondo dei figli. Ed amarono a tal punto i loro figli che se li mangiarono. Dio pensò: "Non si può andare avanti così". Così ridusse drasticamente la forza dell’amore parentale, così i genitori non si mangiarono più i figli.

B.M. – Di che cosa parlava questo mito?…

J.C. – Ho sentito gente dire dei propri bambini: "É così piccolo e delizioso che potrei mangiarmelo.

B.M. – Il potere dell’amore?

J.C.  – Il potere dell’amore.

J.C. – Una volta ho visto un quadro che rappresentava una bocca spalancata che sembrava inghiottire tutto, e dentro di lei c’era un cuore. Questo è il tipo d’amore che ti divora, è il tipo d’amore che le madri devono imparare a ridurre. B.M. – Dio, insegnami a lasciare andare.

J.C. C’erano in India piccoli rituali per aiutare le madri a lasciare andare i loro figli. Il guru, la guida spirtuale della famiglia, arriva e chiede alla amdre di dargli ciòc he ha di più prezioso. E dev’essere qualcosa di gran valore, un gioiello o qualcosa del genere. E così continuano questi esercizi nei quali la madre dopvrebbe imparare a rinunciare a ciò che ha di più prezioso. E alla fine, dovrebbe rinunciare al figlio.

B.M. Così, goia e dolore convivono sempre nell’amore?

J.C. – Sì. L’amore è il punto focale della vita e dato che la vita è dolorosa, anche l’amore lo è. E più forte è l’amore, più forte è il dolore.

B.M. – Ma l’amore sopporta tutto.

J.C. – L’amore stesso è dolore. Si potrebbe dire che è il dolore di essere veramente vivi.

(Joseph Campbell, Il potere del mito)